Rifle e la sua Revolution 2.0.

“Per la filosofia che guida l’azienda, il nostro Testimonial non potrà mai essere un personaggio Vip. Il nostro è un marchio legato alla realtà. I grandi marchi del lusso si identificano in personaggi che descrivono Mondi fantasiosi, lontani dal quotidiano.
Sono persone note, che parlano di realtà, per la maggior parte della gente inusuali. Rifle è un marchio più vero! Un marchio che riflette maggiormente la quotidianità.
Possiamo sicuramente affermare che i nostri Ambassador saranno “persone comuni in grado di fare cose straordinarie”.

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Queste parole di Franco Marianelli, riportate sotto il mio ultimo InstagramPost, hanno suscitato consensi ed ammirazione da parte di molti di voi. Scopriamo meglio insieme quindi, le fondamenta di questa Nuova Era.

La storia di Rifle inizia nella seconda metà degli anni ’50, quando Giulio Fratini, originario di Campi Bisenzio, iniziò a comprare vestiti usati dai soldati americani, per rivenderli come stracci al mercato di Prato. Tra la vastità di capi acquistati all’ingrosso, scoprì il jeans, prodotto da una società del North Carolina, la Coney Mills. Subito ebbe un’illuminazione ed insieme al fratello, s’imbarcò in direzione degli Stati Uniti per trovare un accordo con l’azienda di produzione.
Fu così che nel 1949 nacque la Confezioni Fratini.

Alla fine degli anni cinquanta, con il trasferimento della sede a Barberino di Mugello, l’impresa mutò denominazione in Rifle s.r.l.
Il marchio Rifle, che in inglese significa fucile, fu scelto dai fratelli in quanto riportava all’idea del vecchio West e la famiglia Fratini da sempre era legata a questo “Mondo”.

Rifle quest’anno festeggia ufficialmente i suoi sessant’anni, con tante novità e nuovi obiettivi sul mercato. Insieme alla holding svizzera Kora, entrata come azionista di maggioranza, l’azienda mira a raggiungere maggiore valore, sia dal punto di vista finanziario che industriale. Molte cose sono cambiate e soprattutto molte saranno da cambiare. Si riparte dal brand e dal denim adeguandoli agli standard richiesti oggi.

Gli anni ’50 erano momenti in cui, forse, era più facile realizzare i propri sogni. Sono passati tanti anni e parafrasando la situazione si tratta quasi di un “ritorno, al futuro”Negli anni ’70 Rifle insieme a Levis e a Wrangler, era il secondo marchio di jeans in Europa. Dal 1958 ad oggi, tutto è però cambiato.

La cultura in fatto di abbigliamento, al giorno d’oggi è diversa. Il vestiario non è più “status symbol” e le persone “mixano”, senza paura di incorrere in errori o mancanza di stile. Vestibilità differenti ma anche griffe diverse, producendo sempre un risultato di buon gusto ed eleganza.

Quello che preme in questo momento è riprendere il vero DNA del brand e portarlo ai giorni nostri. Riaggiornare quei parametri che rendono il capo d’abbigliamento casual, fresco ed attuale, prestando attenzione e non incorrere nell’errore di ancorarsi al passato.

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Chi compra Rifle lo fa perché sa che esiste una storicità. Un prodotto che ha delle fondamenta solide, che si espone a prezzi accessibili e non soffre dei repentini cambiamenti dettati dalla moda. Entrare nel mondo Rifle significa investire in qualcosa che quindi durerà nel tempo. Un’azienda che porta avanti valori quali facile, veloce e democratico. In sintesi affidabile.

 

Alla guida di questo suo nuovo progetto di rilancio, Franco Marianelli, ex Guess Italia e Gas Jeans Managing Director. In bocca al lupo a lui e a tutto lo staff per questa loro nuova sfida. Grazie ancora per l’opportunità che mi avete concesso nel rappresentarvi.

 

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